Ogni martedì, il dio del calcio commenta gli ultimi eventi pallonari.
Il fair play finanziario è una pagliacciata. Smettiamola di nasconderci dietro schermaglie di etica e buonismo e diciamo le cose come stanno. L’ultimo tassello di questo rivoltante mosaico arriva da Oltremanica, dove Manchester United, Arsenal, Liverpool e Tottenham hanno redatto una sorta di “lettera aperta”, destinatarie Chelsea e City, in cui si chiede a lorsignori di rispettare con maggior rigore i principi e le norme del FPF. Motivo ufficiale: perchè sono le nuove regole e tutti dobbiamo rispettarle; motivo ufficioso: perchè andando avanti così diverrete squadre irraggiungibili.
Eccolo qui, il punto: dietro alla platiniana imposizione c’è il terrore che per i prossimi anni la facciano da padrona le solite tre-quattro squadre. E allora? È forse diventato un delitto avere i soldi e volerli spendere? Nel calcio il denaro conta tanto quanto il talento: chi più ne ha, più ne usi. È come chiedere a Roberto Carlos di tirare piano perchè se no non vale, o a Cristiano Ronaldo di fare al massimo cinque dribbling a partita, perchè altrimenti Jonathan, a cui non gliene riesce uno dal 2004, viene discriminato. E non si cominci a parlare della crisi economica, perchè il fatto che ci sia non significa che i ricchi non possano spendere, ma piuttosto che gli indigenti siano più coscienziosi. Se lo United ha fatto della finanza allegra
per anni accumulando centinaia di milioni di debiti, non è un buon pretesto per cui il buon Mansour non possa comprare chi, come e a quanto gli pare. È una sorta di selezione naturale, nessuno combatte in favore della gazzella perchè il leone se la mangia e se la mangerà sempre. Lui può, ed è giusto che lo faccia. E non è irrilevante che comunque spesso l’equazione soldi=vittorie non sia per nulla esatta. Ne è un esempio negativo la prima Inter di Moratti, e positivo il Borussia Dortmund, che ha saputo fare di necessità virtù, e ora con quattro soldi ha una squadra che ha fatto pelo e contropelo al Real Madrid e proprio al City.
Se il FPF dev’essere una scappatoia per nascondere limiti organizzativi e di gestione della squadra, tali che senza soldi non si è in grado di costruire una compagine vincente beh, tenetevelo per voi. E tenetevi anche i proclami moralistici su quanto sia ingiusto che coloro che possono spendano come gli pare e piace. D’altra parte parte, è sempre acerba l’uva a cui la volpe non riesce ad arrivare. Viva Abramovich, viva il Borussia Dortmund, e crepi il moralismo!






intanto che mansour spende in africa non hanno i soldi per i pozzi d’acqua
parla lo united di fair play finanziario..bella faccia tosta, loro che hanno un saldo del mercato estivo in rosso di 49 milioni.
comunque sono d’accordo sul fatto che uno coi suoi soldi ci fa quello che gli pare, l’unica cosa è che spenderli con intelligenza sarebbe meglio (vedi abramovich e QPR)
ma c’era bisogno di un altro pezzo contro il fair play (finanziario)? spero che non tocchi a turno a tutta la redazione dire la sua sul moralismo nel calcio. è un tema trito e ritrito. evitiamo di di annoiarci da soli per favore.
io sarei curioso invece di sentire il punto di vista di filippi su questo argomento…
Lorenzo, è il tuo alter ego che ti parla.
ti prego,
liberaci da questo supplizio settimanale. non ce la faccio più a leggere le ovvietà stantie che produci.
ti ringrazio
Scusate,per una volta mi permetto di criticare la testata Contropiede: se non sapete nulla di Fair Play Finanziario,per favore non scriveteci, che altrimenti create solo confusione. Il FPF stato introdotto come serie di norme per limitare le perdite economiche del calcio, a ogni livello: non è un caso se la prima grande regola, quella relativa ai debiti inevasi tale per cui un club non più mantenere per più di tre mesi un debito insoluto, ha già mietuto le prime vittime (Malaga,Atl.Madrid ad esempio, che si sono viste bloccati i premi Uefa nei mesi scorsi). Dietro quindi allapolitica di Platini non c’è assolutam. «il terrore che per i prossimi anni la facciano da padrona le solite tre-quattro squadre», bensì il tentativo di limitare l’atteggiamento “scialaquatorio” delle varie squadre, a ogni livello, e specialmente quello “piratesco” delle grandi (es.Man.City, Chelsea e Psg), che, e qui sta il punto principale del FPF, ogni anno chiudono i conti con passivi mastodontici (mi sembra di ricordare che, ad es., il City avesse chiuso a giugno 2011 con un rosso di 225 milioni ,su Chelsea e Psg non ho dati freschi, ma certo si può pensare di viaggiare su stime simili. Non quindi un modo per limitare i top club da spendere (giustamente, sece li hanno) i loro soldi, ma limitare che tutto il sistema si indebiti a fondo perso, colmando i buchi ogni volta con nuovo cash proveniente da risorse esterne (non per sempre infinite). Non è un caso che a volere fortemente il FPF siano stati, guarda caso, i presidenti italiani, Moratti e Berlusconi su tutti . A mio avviso (fatto salvo che Platini sia onesto nel perseguire il FPF, cosa che è tutta da verificare) l’idea di fondo è sacrosanta, ed è l’unica che possa rilanciare, tralaltro, il nostro calcio: abbiamo avuto anni e anni in cui i nostri club spendevano maree di soldi senza autogenerare finanza in alcun modo, si creavano buchi, interveniva il portafoglio del presidente con altri ingressi, e tutto ripartiva da capo. Ma ora che i soldi sono finiti, il giocattolo si è rotto.
credo che il commento di renè Higuita sia molto più valido e intelligente di un articolo povero di spunti e inutile come quello proposto oggi da Damiani
Higuita, quello che non condivido è il fatto che tu definisci “piratesco” l’atteggiamento di alcune squadre. Scialaquano soldi a fondo perso? cavoli loro! Faranno la fine di Lazio, Parma , Fiorentina e Napoli di inizio anni 2000? Cavoli loro! Perché Platini deve decidere lui cosa è giusto e cosa è sbagliato?!
perchè poi i buchi di lazio parma fiorentina e napoli hanno effetti anche sul resto dell’economia nazionale. o credi che le società di calcio non siano aziende come le altre? cheap talk…sei il peggior aziendalista che abbia mai visto.
Commento pertinente, ma che guarda solo un lato della medaglia, quello che Platini vuole che si veda. Il FPF nasce ANCHE per limitare lo strapotere dei grandi club. La dimostrazione è la politica che il Presidente UEFA ha svolto da quando ha assunto questo ruolo, dando sempre maggiore spazio a Nazioni che finora avevano avuto poco spazio nel calcio europeo. Ciò non siognifica che in termini generali il FPF sia una cazzata, anzi, ma va visto nei suoi pro e nei suoi contro. Il maggior spazio a Nazioni piccole ed a nuove3 squadre porta soldi alla UEFA, mentre crea agonismo in ambito delle competizioni europee. Detto ciò attendiamoci sorprese, si sa che fatta la regola si trova la gabola…il nuovo sponsor del PSG ad esempio puzza, a non pochi, di finanziamento anti-FPF….
Concordo sia con Higuita che con il buffone. Il problema è che il sistema non supporta più certe cifre. Certo, qualche club ce la fa ancora, ma è grazie a fondi che vengono dall’estero, sono condizioni eccezionali, mentre il 98% delle squadre chiudono ogni anno in rosso (in tutta Europa). A livello superficiale si vede il problema quando il City si permette di prendere Balotelli e dargli uno stipendio fuori da ogni logica. Quando lo devi rivendere, chi te lo può pigliare? O si riduce lo stipendio (non sia mai! Su questo è e sarà sempre una battaglia persa) o tu hai dimostrato che sei fuori dal mondo. E uno come Balotelli potrà da ora in poi giocare solo in City, Chelsea, Barca, Real o PSG, oppure dissanguerà la propria società (come ha dimostrato il trasferimento, a costo tuttosommato anche contenuto, di Ibra al Milan). Il sistema non ce la fa più a reggere certe cifre.
E’ vero, dice Damiani, che il calcio ha sempre funzionato così. Sì, ma una volta chi aveva i soldi partecipava dell’economia locale, rifletteva una situazione dal sistema socio-economico vitale emergevano imprenditori con la forza di spendere sul calcio. Era un circolo virtuoso. Oggi è l’esatto contrario, e i vari Abramovhic e Mansuor (o le banche spagnole) non garantiscono un futuro a nessuno, neanche ai loro club.
andate tutti a******, damiani unico vero profeta underground di questi tempi resi bui da blablabla come voi
Dell’articolo salvo questa frase “l’equazione soldi=vittorie non sia per nulla esatta” a mio avviso molto interessante: basta guardare alla campagna faraonica del Real del 2009 (oltre 150 mln spesi) e non ha vinto nulla quell’anno….oppure pensiamo all’anno scorso al PSG (circa 100 mln di euro spesi e 0 trofei vinti…se non vince neanche quest’anno penso diventi la barzelletta del secolo), oppure guardando al passato agli investimenti folli fatti da Moratti dal 1995 fino al 2004 (siamo oltre i 600 miliardi di lire se fate i conti…risultati ottenuti in 10 anni = 1 coppa uefa), concludendo con lo stesso il City che fino all’anno scorso non aveva vinto nulla.
Solo dell’idea che il FPF serva solo per cercare di non far indebitare troppo le società, ma non per contenere i trasferimenti faraonici, soprattutto se una società se li può permettere. Il Barcellona ha costruito un impero sui giovani della sua primavera, tutti ragazzini a costo zero che però valgono più di Real,PSG,City messi assieme. Poi ovvio che con tutte le vittorie, puoi permetterti anche il grande colpo estivo (Villa o Fabregas per esempio), ma la base del Barca è stata tutta a costo zero e ora dominano il calcio europeo e mondiale. Per quanto mi riguarda possono spendere anche 10000 milioni di € ogni anno, ma state pur certi che ci sarà sempre la squadra che spende 1/10000 che però è più forte e ti surclassa (appunto Barca e perchè non citare anche il Borussia)