Uno legge la classifica generale, vede Wiggins davanti a Froome con un vantaggio di 2’05”, e si convince che la vittoria (ormai in tasca) del capitano della Sky sia più che meritata. Ma avendo seguito con attenzione questo Tour inevitabilmente allo spettatore viene un dubbio: e se domenica a sfilare in maglia gialla ai Campi Elisi non fosse il più forte?

 

In queste tre settimane ad aver impressionato più di tutti, più di Wiggins e della sua costanza e più di Nibali e del suo cuore, è stato infatti il gregario di lusso della Sky Chris Froome. Il corridore nato in Kenya ha disputato un Tour strabiliante, vincendo la settima tappa e guidando Wiggins, a tratti addirittura trascinandolo, nelle tappe di montagna.

Da buon gregario Froome non ha mai lasciato solo il proprio capitano, anche se la tentazione è stata forte in un paio di occasioni. La più clamorosa nel corso dell’undicesima tappa a La Toussuire, quando a pochi chilometri dal traguardo l’atleta classe 1985 ha lasciato sul posto Wiggins, ma prontamente richiamato via auricolare dal proprio team ha dovuto rallentare e aspettare il capitano in maglia gialla. Scena simile oggi, con Froome che negli ultimi chilometri aveva evidentemente la gamba per andare a riprendere Valverde e conquistare la tappa, ma con Wiggins che a gesti e sguardi gli ha fatto capire di non lasciarlo solo. Insomma, un gregario che ne aveva più del suo capitano nelle tappe di montagna, ma che è stato bloccato da chiari ordini di scuderia, in puro stile Schumacher-Barrichello.

 

Se si prende inoltre in considerazione che Froome ha perso circa un minuto e mezzo in una delle prime tappe a causa di una foratura dove non è stato aspettato da nessuno, ne si deduce che, forse, se fosse stato concesso al gregario di correre la propria corsa senza obblighi di squadra così restrittivi, Wiggins sarebbe rimasto a bocca asciutta. Tanto più che nella crono rimanente il favorito è proprio il gregario di lusso. Anche se quindi nell’albo d’oro del Tour comparirà scritto il nome di Bradley Wiggins, non sarà facile scordare come il verdetto dato la strada sia stato un altro.

 

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