Caro direttore,

 

leggendo l’articolo del fantomatico Bobby Cialtron non sono riuscito a trattenermi dallo scriverle immediatamente per dirle che non concordo con nulla di quanto da lui scritto. Non concordo sul primo punto: il calcio non è una teoria economica ma uno sport, e a vincere non è stato il fair play, parola che mi fa vomitare, ma semplicemente la squadra più forte. Credo che affermare che una squadra debba cercare di pareggiare e non di vincere sia una vera cialtronata, io da tifoso vorrei vedere la mia squadra vincere tutte le partite, non solo lo stretto necessario per passare alla fase successiva sfruttando l’ultimo comma del regolamento.

 

Non sono neanche d’accordo, caro direttore, sulla critica ai tifosi irlandesi: la qualificazione dell’Irlanda a questo Europeo è stata già un traguardo, per loro solo parteciparvi è stata una vittoria. E poi diciamocelo: mille volte meglio andare allo stadio per cantare, divertirsi, bere litri di birra, che andarci a rovinarsi il fegato per la propria squadra che perde perché è oggettivamente meno forte di tutte le altre.
Infine un appunto sulla canzone cantata dagli irlandesi: “the fields of Athenry” non è un semplice coro da stadio, ma una canzone che parla di amore, di voglia di vivere, di libertà. Una canzone che ricorda gli anni passati sotto la dominazione inglese, anni che hanno forgiato un popolo insegnandoli che nothing matters (neanche una sconfitta) Mary when you are free”; e proprio questo noi italiani, sempre bravi a criticare, dovremmo imparare dal grande popolo irlandese.

 

Luca Pirola

22 Commenti a Dovremmo imparare dal popolo irlandese

  1. una signorina scrive:

    bellissima risposta!!! meno male che qualcuno usa ancora il cervello per ragionare.

  2. Ginepraio scrive:

    Di questa lettera si sentiva meno bisogno che di quella di Cialtron. La capacità di mitizzare l’Irlanda che c’è nel popolo italiano è francamente sconvolgente. Tutto stereotipi e nessuna conoscenza effettiva.
    La libertà di espressione andrebbe usata con un minimo di cognizione di causa.
    PS. un canto così profondo, così patriottico, così drammatico, andrebbe cantato con un minimo di criterio, non dall’inizio alla fine come una cantilena. Sennò si finisce per far coincidere il mezzo con il fine, e il canto diventa il motivo per cui si va allo stadio.

    • Ronaldo scrive:

      Ma quanto sei pesante???? Sarai il classico sfigato che canta dal mattino alla sera e pretende di insegnarci come si fa su questo sito. Vergognati pesantone!!!

  3. charlie scrive:

    almeno gli irlandesi allo stadio ci sono andati… vogliamo parlare delle proporzioni tra tifoserie (italia/irlanda)? e degli italiani quanti venivano effettivamente dall’italia? a me sono sembrati in gran parte espatriati. impariamo dagli irlandesi l’attaccamento alla propria terra, e non diciamoci italiani solo quando si vince il mondiale…

  4. Cosimo Piovasco di Rondò scrive:

    Grazie.

  5. pavelio scrive:

    Leggendo le ultime lettere e i commenti ad esse mi sorge un dubbio: ma siamo su contropiede.net o su qualunquismo.net?

  6. Muriel scrive:

    “io da tifoso vorrei vedere la mia squadra vincere sempre”
    Esempio: classifica serie A: milan primo gia campione d’italia!inter e chievo si giocano la rimanenza in serie a! L’inter deve vincere contro il parma e vince facile 2-0! Al chievo basta un punto per salvarsi, il problema e’ che si gioca Milan- chievo! Da tifoso rossonero vuoi ancora vincere??o pareggi facile per mandare l’inter in B?
    E’ solo un esempio ma descrive la mentalita’italiana, in inghilterra non ci saranno mai qst problemi.
    Ma io sn orgoglioso di essere italiano. Ogni nazionalita’ hai suoi problemi.

  7. Azza scrive:

    “In Inghilterra non ci saranno mai questi problemi”…ma piantiamola va…gli hooligans se non sbaglio, per quanto in parte sradicati, sono proprio inglesi…e i perfidi albionici non sono famosi solo per il presunto fair play, ma anche per l’ipocrisia…che contro gli irlandesi di cui si parla in questo articolo più volte si è manifestata nella storia…

    • muriel scrive:

      il mio commento si riferiva al fatto che in inghilterra non ci saranno mai problemi per le partite 2accordate” non che in inghilterra non ci sono problemi. se infatti leggi il commento si chiude con: 2 ogni nazionalità ha i suoi problemi” e pensavo proprio agli inglesi con gli hooligans

    • Darth Fener scrive:

      Booooooooom…
      “Presunto” fair-play? Perché presunto? Di pure “schifoso” fair-play, se non ti piace, ma “presunto” è sbagliato, perché loro ci credono di brutto. Certo, non sempre sono esenti da palesi ipocrisie, ma spesso riguardano fatti esterni al campo. Sul terreno di gioco, invece, in Inghilterra c’è una specie di regolamento non scritto che ognuno deve rispettare. Prendi Cissé, che da gennaio ha giocato al QPR. Si presenta subito con una reazione eccessiva per un fallo da codice penale. Risultato: avversario ammonito, Cissé espulso. Perché, sarà condivisibile o meno, lì per giudicare c’è l’arbitro (che 9 volte su 10 è molto più scarso di quello italiano), e i regolamenti di conti li fai con la palla che corre, non a calci e pugni a gioco fermo. Anche questo è fair-play, ed è tipicamente inglese.

      • Azza scrive:

        http://www.calcionapoli24.it/?action=read&idnotizia=50772

        Un esempio tra tanti di quanto sia PRESUNTO il tanto decantato fair-play inglese…dem…

        • Darth Fener scrive:

          1) Anche Pietro ha tradito Gesù;
          2) Io parlavo di tifosi inglesi, non di tifosi del €hel$ea; anzi, a dire il vero mi riferivo ai giocatori, non ai tifosi.
          3) Ho un amico italiano in Inghilterra (e un altro che era a Londra di passaggio). Entrambi sono riusciti a entrare in pub inglesi a vedere Chelsea-Napoli. Siamo sicuri che l’autore del racconto la conti giusta? Non è che han fatto qualcosina per influenzare il comportamento dei tifosi Blues? Tu pendi veramente dalle sue labbra?
          4) Mi preoccupa molto che frequenti certi blog.

          • thenextone scrive:

            A me preoccupa pure il fatto che da un po’ di tempo a questa parte si arrivi a citare il Vangelo per dimostrare di aver ragione mentre si discute di calcio

  8. los locos scrive:

    luca pirola: classico tifoso babbo che crede di essere un ultras quando non sa neanche la formazione della sua squadra del cuore.
    di un sentimentalismo nei confronti del canto irlandese che mi disgusta.
    hai perso 4-0 cazzo canti?? stai muto e vai a casa

    • bomber scrive:

      no sentimentalismo no… semplicemente voglia di divertirsi festeggiare e bere birra. se preferisci rimanere a casa guardando le vecchie partite…

  9. cavalieremascarato scrive:

    Mi sono schierato per primo nei confronti dell’articolo di Cialtron.
    Certo è che Cialtron, almeno un mezzo sorriso lo strappa sempre.
    Questo articolo da prete, invece, è di uno squallore quasi inarrivabile.
    Pirola, la vedrei bene alla Rai, tra Bartoletti e Zazzaroni.
    Chierichetto.

    • pavelio scrive:

      Sono proprio le parole che stavo cercando. Non qualunquismo.net ma moralismo.net.

      Peccato, questo sito era partito bene, invece da un po’ di tempo chi ci scrive si dà arie da giornalista navigato o naviga nell’oceano del moralismo.

    • Ginepraio scrive:

      Bravo

  10. matteo il topo masseroli scrive:

    by a lonely prison wall i heard a young girl calling,
    michael they are taking you away
    for you stole treveline’s corn
    so the young might see the morn
    now a prison sheap lies waiting in the bay

    RIT:low lie the fields of athenry
    where once we watched
    the small free birds flying
    our love was on the wings,
    we had dreams and songs to sing
    it’s so lonely round the fields of athenry

    by a lonely harbour wall
    she watched the last star falling
    as the prison ship sailed out against the sky.
    sure they wish and hope and pray
    for their love in botany bay
    it’s so lonely round the fields of athenry

    RIT

    (prima e ultima strofa di the fields of athenry, con annesso ritornello. da cantare piano o a squarciagola)

  11. Arturo Bandini scrive:

    il moralismo e la pesantezza di Ginepraio sono imbarazzanti.

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