Francia-Inghilterra è stata definita da tutti come la partita più brutta della prima giornata degli Europei di Polonia e Ucraina e, in effetti, sfido chiunque a dire il contrario. Di clima da rinnovata Guerra dei Cent’Anni neanche l’ombra, e anche l’unica occasione per scambiarsi botte da orbi, vale a dire la  inspiegabile e francamente patetica esultanza di Nasri verso la panchina inglese, è stata mancata. Pochissima tensione in campo (ridateci Gattuso e Joe Jordan) e squadre che, dopo un gol abbastanza casuale e il seguente pareggio su un tiro non irresistibile, si accontentano di non subire altre marcature.

 

Se la Francia almeno ha provato ad essere propositiva, i Tre Leoni hanno pagato fin dall’inizio la gravissima assenza di Young, nel senso che l’ala (perché di ala si tratta) dello United non ha assolutamente inciso sul match, lasciando il solo Welbeck a sbattersi con la difesa transalpina. Ma è dal secondo tempo che si traggono le osservazioni più utili. Poche note positive per gli inglesi: un Gerrard in discreta forma (quanto basta per essere il migliore dei suoi), una difesa apparentemente solida e… basta, non riesco neanche a trovarne tre… Tralasciando alcune opache prestazioni personali, sono due gli aspetti che hanno colpito negativamente degli uomini di Hodgson. Il primo riguarda l’approccio: rinunciatario per tutta la seconda frazione, senza uno straccio di iniziativa per prendere in mano la partita anche solo per un breve frangente. Troppo isolate le punte, non in palla gli esterni (Milner può ancora giocare da centrocampista di fascia? Secondo me, no), Parker sprecato perché in mediana il capitano monopolizzava (o almeno tentava di farlo) la circolazione del pallone. Ed è proprio questo che lascia perplessi, perché se una squadra non imbrocca un’azione che sia una per tutto il secondo tempo, logica vuole che l’allenatore cambi le carte in tavola. E invece, il nulla: a Roy il pareggio andava benissimo – missione compiuta. Secondo problema grave, che spiega in parte ciò che ho appena detto: il ct non ha un’idea di gioco alternativa a quella proposta, che peraltro riuscirebbe bene per le caratteristiche di un Rooney costretto in tribuna anche venerdì prossimo. L’inserimento di Defoe all’89’ è stato un segnale veramente negativo. Domanda: rivoltare gli esterni (inserendo Downing e prima Walcott) e buttare nella mischia Carroll, provando l’aggiramento sulle fasce e il cross dal fondo, era un’idea così balzana?

 

Caro Hodgson, è tempo di gettare il cuore oltre l’ostacolo. La Svezia non è una brutta squadra, ma non è nemmeno la Francia. La partita la si può fare e la si può vincere. Basta volerlo.

 

twitter@MattiaSavoia

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