Alcuni mesi orsono scrissi che eravamo forti e tra i favoriti per gli Europei. In poco tempo le cose sono cambiate parecchio: dalla difesa a quattro si è passati (sembrerebbe) a quella a tre; dallo sperare in un recupero di Giuseppe Rossi, unico punto fermo dell’attacco di Prandelli in questi due anni, si è passati ad affidare il peso offensivo della squadra a Balotelli; dall’operazione etica&simpatia il CT è passato alle barricate e agli allenamenti a porte chiuse. Insomma, siamo sinceri: qualche mese fa c’era da essere più ottimisti, e ora la Spagna battuta in amichevole lo scorso agosto fa più paura, esattamente come la Croazia di Modric che giocherà con il coltello fra i denti, e come l’Irlanda di Trap che, incontrata tre volte, non siamo mai riusciti a battere.

 

Le incognite principali sono due. Dal punto di vista tattico presentarsi all’esordio contro i collaudatissimi campioni del mondo con la difesa a tre appare un azzardo, tanto più se al fianco di Chiellini ci saranno un centrocampista, De Rossi, e un giovane con una sola presenza in nazionale, Ogbonna. Anche perché la difesa a tre comporterà inevitabilmente un cambiamento nel modo di giocare a metà campo, dove la continua rotazione tra i quattro centrocampisti dai piedi buoni era stato il vero e proprio punto di forza. Si aggiunga a questo l’ipotesi che giochi Giaccherini, non esattamente qualcuno con grande esperienza in campo internazionale, e il quadro è completo: funzionerà? Non rimane che affidarsi a Prandelli, che in questi due anni ha sempre dimostrato di sapere cosa stava facendo e dove stava andando: se affronterà gli iberici in questo modo vorrà dire che è convinto della bontà della sua scelta, ed è giusto che la nostra fiducia nei suoi confronti in questo momento sia totale.

 

Un’altro punto interrogativo riguarda la condizione mentale della truppa azzurra: solitamente, si dice, gli scandali che hanno investito il nostro calcio hanno avuto un effetto benefico sulla nazionale, ma potrebbe essere un errore credere che la bufera calcioscommesse sia esclusivamente un toccasana per i nostri. Questa rosa è infarcita di giocatori con poca esperienza internazionale e abitudine a convivere con certe pressioni, e non è detto che la reazione dei Bonucci, degli Ogbonna, dei Montolivo e via dicendo sia la stessa che ebbero i Totti, i Cannavaro e i Gattuso nel 2006. Fondamentale, in questo senso, il ruolo innanzitutto carismatico di Buffon e Pirlo, coadiuvati da Chiellini, De Rossi e Thiago Motta: gente che ne ha già vissute di cotte e di crude sulla propria pelle e che dovrà prendere per mano il resto della squadra. E soprattutto, se l’inizio dovesse essere in salita, non perdano la bussola e raccolgano intorno a sé i meno esperti, consapevoli che solitamente non partiamo alla grande ma cresciamo strada facendo.

 

Detto questo, la qualità non manca. Gente che può risolvere la partita l’abbiamo, così come gente che sa impostare, difendere e parare. Sarà dura, ma siamo l’Italia. E tradizione, capacità di non mollare anche quando tutto sembra perduto, abilità nello sfruttare le opportunità, ci hanno sempre contraddistinto. Vero, più ai Mondiali che agli Europei, competizione per noi tradizionalmente ostica, ma le possibilità per fare un grande Europeo le abbiamo. Sarà dura, molto dura, ma abbiamo tutti voglia di vivere delle notti magiche, e provarci è d’obbligo.

 

twitter@mocc88

Tagged with →  

One Response to Sarà dura, ma siamo l’Italia

  1. wow scrive:

    niente di più vero. Ci sarà un motivo se siamo la squadra con più mondiali del continente? Poi un po’ di sana imprevedibilità e incertezza fa sempre bene. Dopotutto chi ci credeva nel 2006? contesto e interpreti diversissimi vero, ma pur sempre insospettabile.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gentilmente scrivi le lettere di questa immagine captcha nella casella di input

Inserisci i caratteri che vedi nell'immagine

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>