Si può sintetizzare così la Liegi corsa da Nibali: il corridore siciliano è stato il protagonista principale della corsa belga, però gli sono mancate le gambe nel ultimo km per chiudere trionfalmente la più antica delle classiche.

Il corridore della Liguigas ha interpretato al meglio la corsa: dopo aver fatto selezione sulla penultima cote, quella Roche aux Facons, ha approfittato di un momento di indecisione degli avversari e in cima allo strappo si è lanciato con decisione verso il traguardo, quando mancavano ancora una ventina di km al traguardo. Ben presto quello che sembrava un azzardo si è trasformato in una scelta azzeccata, ma il capolavoro che stava dipingendo sulle strade belghe si è interrotto ad un km dalla fine quando alle spalle del corridore è spuntato il tonico e combattivo Iglinsky, che una volta raggiunto Nibali lo ha superato senza esitazioni andandosi a prendere con merito questa edizione della Liegi.

 

La vittoria del corridore kazako è la prova di quanto sia democratico il ciclismo, aperto a tutti, dall’esito mai scontato, dove per vincere non conta il nome ma lo stato di forma e la capacità di leggere la corsa; Iglinsky infatti è un buon corridore ma non certo un campione. Domenica, però, ha trovato la giornata perfetta, è stato l’unico corridore assieme a Rodriguez ha rispondere alla progressione del corridore italiano e poi sullo strappo di Saint Nicolas ha staccato il ciclista spagnolo, riducendo così notevolmente il distacco da Nibali fino a riportarsi sotto.

Nibali tuttavia non ha nulla da rimproverarsi: date le sue caratteristiche difficilmente sarebbe riuscito a fare selezione sull’ultimo strappo, e per poter imporsi aveva bisogno di una corsa dura e selettiva in modo da arrivare da solo o con un ristretto gruppetto; siccome la corsa fino alla penultima salita di Roche aux Facons era rimasta relativamente tranquilla ,ha fatto bene ad attaccare sullo strappo e poi ad insistere di fronte all’incertezza degli avversari.

 

È da segnalare la grande prova degli azzurri, con tre atleti piazzati nei primi dieci. Dopo la vittoria all’Amstel Gasparotto conferma l’ottima stato di forma regolando lo sprint per il terzo posto. Il pedale azzurro riscopre così un atleta da corse di un giorno, che sembra abbia raggiunto la maturazione agonistica, e ora deve essere lasciato libero di sorprenderci, magari già al prossimo Giro.

Proprio in ottica giro di Italia, l’ottavo posto di Michele Scarponi dà fiducia per la corsa rosa, è segno che la condizione sta arrivando, ora non gli rimane che affinare il colpo di pedale in queste ultime settimane prima della partenza del Giro.

 

Chi invece ha deluso sono i corridori spagnoli, che chiudono il trittico del nord con un buon successo di Rodriguez alla Freccia, ma per vari problemi sono mancati sia Valverde che Sanchez, i quali neanche alla Liegi hanno lasciato il segno. Pure i fratelli Schleck escono male dalla classica più prestigiosa, terreno di caccia perfetto per le loro caratteristiche.

 

Dopo questa edizione della Liegi, corsa con grande autorità e sicurezza, Nibali ha dimostrato ancora una volta i progressi fatti e di come un successo nella decana delle classiche non sia un utopia ma solo questione di tempo. E con la consapevolezza del suo ricco potenziale deve affrontare il resto della ricca stagione ciclistica dove può ancora ottenere importanti risultati.

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