Eli Manning once again!
Il punteggio è differente, 21 a 17, ma il risultato non è cambiato, ancora una volta ci ha pensato Eli Manning a decidere il Super Bowl con una giocata delle sue nel finale. Come quattro anni fa i Giants si esaltano contro Brady e portano a casa il loro quarto Vince Lombardy Trophy della storia, proprio nello stadio costruito in onore del fratello maggiore di Eli, quel Peyton Manning leggenda degli Indianapolis Colts.
La classe cristallina di T
om Brady non è bastata contro l’ottima difesa newyorkese, guidata da un grande Pierre-Paul, che è stata la chiave del successo della squadra di Coughlin. Fin dalla prima azione il QB di New England è stato messo in difficoltà dalla pressione portata dai difensori dei G-Men. Brady è stato costretto a due grandi errori che hanno segnato la partita: il primo proprio in occasione della prima giocata dei Patriots, quando gli arbitri hanno chiamato un “safety on an intentional grounding” (una messa a terra intenzionale) sanzionata con due punti di penalità, e il secondo, quando si è fatto intercettare un passaggio per il zoppicante Gronkowski (il suo infortunio ha influenzato non poco le mosse offensive di Belichick).
Dall’altra parte Eli è stato praticamente perfetto, nessun intercetto e 30 passaggi riusciti su 40. Gli schemi offensivi chiamati da coach Coughlin poi sono stati decisivi, l’allenatore dei Giants ha proposto un mix di lanci e corse a cui la difesa dei Patriots non è riuscita a prendere le misure, concedendo per lungo tempo il possesso della palla a New York e ben 296 yard lanciate a Manning.
Tra i suoi due errori, Brady ha fatto vedere cosa vuol dire essere considerato uno dei migliori QB della lega, ribaltando lo svantaggio iniziale con un parziale di 0 a 17 in favore di New England. Viste la precaria condizione fisica di Gronkowski, ancora alle prese con l’info
rtunio alla caviglia di due settimane fa, Tom ha dovuto appoggiarsi su Hernandez e Welker, autori entrambi di una grande prova, per portare avanti la sua squadra. Prima dell’intercetto decisivo i Giants si sono riportati sotto grazie ai due field goals di Tynes e poi Manning ha calato l’asso con il touchdown in corsa dell’imprendibile Bradshaw (72 yards corse e 19 su passaggio guadagnate dal running back della Virginia!). Nei secondi finali Brady ha cercato disperatamente di riportare avanti i Patriots, ma le sue speranze si sono infrante nella mancata ricezione di Welker, trovatosi completamente solo (il coordinatore della difesa dei Giants, Fewell, dirà «When that happened, I said ‘the Lord is with us today»). A niente e poi servito l’Hail Mary cercato da Tom all’ultimo secondo.
New York trionfa su Boston dunque, ancora una volta la coppia Coughlin-Manning prevale su Brady e Belichick. Eli è ancora l’MVP della serata, proprio come quattro anni fa, e inoltre sorpassa anche il fratello per numero di SB conquistati (2 a 1).
Le luci della ribalta sono ovviamente tutte per il QB newyorkese, che entra di diritto a far parte del ristretto gruppo dei “grandissimi”, come suo fratello Peyton Manning, lo stesso Brady, Aaron Rodgers e Drew Brees.
Niente male per Eli, che aveva sollevato un polverone dichiarando nel presaeson, di sentirsi già all’altezza degli altri QB d’elite. Troppo facile per lui, dopo aver dimostrato sul campo, cominciare adesso con lo scontato e usuale gioco del “I-told-you-so”. Manning oltre ad essere un vero campione è anche un grande uomo e si è limitato a godersi il successo con moglie e figlia, senza troppi proclami, consapevole di essere già entrato nella storia del football americano.














3 Commenti
E Madonna?
Madonna direi promossa, Lenny Kravitz invece assolutamente rimandato…
Ma soprattutto promossi gli LMFAO e la loro comparsa nel concerto di Madonna!