E adesso indignatevi pure
È pane per i vostri denti, cari moralisti. Attaccatelo, dategli contro, apostrofatelo come antisportivo, patetico, ridicolo. Ditegli che non è capace a perdere, che si appiglia ad alibi e scusanti, che si comporta come un mafioso, che dovrebbe vergognarsi. È la vostra occasione cari amanti del tique toque: ha perso, e si permette pure di aspettare l’arbitro al parcheggio. Insomma, incazzatevi, fate qualcosa, denunciatelo all’Uefa, alla Fifa, a L’Aja, scendete in piazza, chiedete la sua testa. Indignatevi, urlate al mondo che uno così rovina il mondo del calcio, che ha imbrattato il nome del club più glorioso della storia, che meriterebbe di non sedere più su alcuna panchina. Vi prego, è il vostro momento, non esitate, fate scoppiare un caso mediatico contro colui che ha rovinato il calcio spagnolo e che ora soprannominano Schettino perché, dicono, vorrebbe abbandonare la nave.
Tutto ciò che farete e direte e scriverete, cari perbenisti, sarà il benvenuto. Sarà un piacere ascoltare le vostre filippiche e leggere i vostri appelli contro Mourinho. Lo sarà per noi e soprattutto per lui. Insomma, lo sarà per tutti coloro che ritengono il calcio paradigma della vita. Ma della vita vera, quella dove si sbaglia e ci si rialza, quella dove si deve dare il cento per cento in ogni istante, quella dove la sera quando si va a letto non si è tranquilli perché forse si poteva dare qualcosa di più e quando al mattino la sveglia suona ci si prepara per una nuova battaglia. Questo è il calcio di Mourinho, questo è il nostro calcio. In contropiede, perché siamo poveri, non abbiamo Messi, Iniesta o Maradona, al massimo Pepe o Pippo Inzaghi, e allora dobbiamo stringere i denti e combattere. Contro tutti. Cioè contro gli avversari, ma anche contro i poteri forti. E soprattutto contro di voi, che volete il calcio pulito, buono, quello del fair play finanziario, quello che «tutto finisce al novantesimo», quello che «è solo una partita di calcio», quello dove il possesso palla conta quasi più dei gol.
È musica per le nostre orecchie sentire il vostro disgusto verso quell’uomo che «si crede Dio». Ci fa godere sentirvi dire che «uno che guadagna dieci milioni l’anno dovrebbe dare il buon esempio». E state certi che vi daranno tutti ragione, da Blatter fino a Sconcerti e Wenger, dall’Unicef a Jorge Valdano e José Altafini.
Il bello, però, sapete qual è? Che non potete impedire a Mou di andare avanti a fare così. Non potete impedirgli di aspettare l’arbitro fuori dagli spogliatoi come ha fatto l’altro giorno. E non potete nemmeno impedirci di essere al suo fianco anche dopo questa ennesima mourinhata. Perché, nonostante la vostra indignazione, noi continueremo a ringraziare il cielo dell’esistenza di Mourinho, senza il quale il calcio sarebbe un’insostenibile noia.














10 Commenti
PERSON OF THE YEAR: BOBBY CIALTRON.
You’re not alone.
Per “Bobby Cialtron”: tu non hai visto mai una bella partita di calcio, se no non diresti questo.
Mi sembra evidente che per la gran parte dell’articolo l’autore si riferisca al “calcio” come ambito, non al calcio giocato in sé e per sé. Dunque non è un’obiezione che regge. E, per favore, smettiamola di dire che le squadre di Mourinho giocano male e solo il Barca gioca bene. E’ IMPOSSIBILE vincere Premier, Scudetto, 2 Champions e svariate coppette SEMPRE giocando male. Ci attacchiamo a quell’Inter-Barca come fosse il paradigma del mourinhismo. Invece, questo il calcio sa bene cos’è, sa farlo giocare. Non come il Barca? Beh, si fa con quel che si ha…
ridurre il calcio ai 90 minuti di gioco è come identificare la relazione sentimentale con una donna con il momento dell’eiaculazione (sarei potutoentrare più nel particolare per spiegare la metafora, ma forse è meglio se la lascio un po’ più implicita e meno scandalosa) ! mi scuso se non è il massimo del buon costume… ma cazzo ci togli l’atmosfera, la passione, i momenti passati insieme, e un’infinità di altri aspetti !!!
la partita e, a maggior ragione il bel gioco, non valgoo il 15 % di quello che è il calcio !!!
Carissimo Bobby Ciarltron, nessuna vittoria ti darà mai quello che non sei: gentiluomini si nasce. Cosa accomuna Enzo Berazot, Vittorio Pozzo, Arrigo Sacchi, Sir Alf Ramsey, Sir Matt Busby, William Shankly, Brian Clough,Sir Alex Ferguson (perdonami chi ho dimenticato)? La classe. Di allenatori vicenti, premiati e titolati la gloriosa storia del calcio ne propone di illustri e indimenticabili (e tu meglio di me ami ricordarli). Ma alcuni di essi sono diventati leggendari perché erano persone nobili, magari schive e silenziose, ma sempre piene di rispetto per quello sport a cui hanno dato tutte le loro energiee hanno dedicato tutta una vita Per loro parlavano i fatti, non avevano bisogno di roboanti titoli su giornali di mezzo mondo, dell’attenzione di un pubblico che costantemente li osannasse, di frasi ad effetto puntualmente studiate. Nessuna sconfitta era in grado di perturbare il loro temperamento né scalfire la loro consueta correttezza. Ma sapevano anche che nessuna vittoria poteva renderli pienamente compiuti. Non è quello che fai ma quello che sei che ti fa diventare eroe. Mourinho è un grandissimo allenatore, forse non un gentiluomo.
Interessante, ma in questo commento si mettono insieme galanteria, nobiltà e classe. E non sempre vanno insieme, c’è poco da fare.
Se c’è una e una qualità che NON accomuna Shankly a Ferguson è la nobiltà. Entrambi avevano CLASSE E CARISMA, ma l’uno non è mai uscito dall’ironia nel rivolgersi agli avversari, l’altro non ha mai mostrato d’aver imparato a rispettare l’avversario.
E, per dire che sono in grado di dire qualcosa di buono su sir AF, dico anche che Sacchi ha il 2% del suo carisma. E non ha mai aperto un ciclo in cui ha dovuto cercare e far crescere lui i calciatori giovani, cosa che molti dei sopracitati hanno fatto (su questo punto, ad esempio, Mourinho non ha mai dimostrato nulla – né credo gli interessi).
E aggiungo che se negli anni ’60 ci fosse stata una copertura mediatica come quella attuale, Mourinho rispetto a Shankly ci sembrerebbe una pippa delle conferenze stampa.
Insomma: occhio a non idealizzare dei personaggi mitici che avevano le loro caratteristiche peculiari e non sono ascrivibili a un gruppo unico di “grandi allenatori” come se le loro caratteristiche fossero le medesime. Erano/sono invece assolutamente diversi e vengono amati proprio perché non sono riducibili a nessuno schema o categorizzazione. Possiamo non mettere Mourinho tra i “grandi”, ma occhio a non omologare questi “grandi” nella loro “grandezza”, perdendo ciò che ognuno ha dato di buono e di meno buono a questo sport. E così credo si dovrebbe guardare anche Mourinho
PS: Qualcuno ha trovato in giro le polveri di Manchester???
In questo blog il termine “contropiede” sembra coincidere con tutto ciò che fa/dice/pensa/secerne Mourinho.
L’accusare i moralisti oramai va più di moda del moralismo stesso.
“[..]In contropiede, perché siamo poveri[..]“???
Non capisco a quale delle squadre di Mourinho ti riferisci. Real Madrid? Inter? Chelsea?
Caro Bob, tecnicamente questa si chiama “mania di persecuzione”…ma con chi ce l’hai?
Mourinho contro il moralismo, l’unicef, il buonismo, il potere forte, ecc?
Wow.
Se volevi essere più originale potevi scrivere di Ranieri che arriva sempre secondo, di Ibrahimovic che nn vince la Champions o del parrucchino di Conte.
Molto più del calcio senza Mou (che io stimo tantissimo), noioso è qst moda a caso di fare crociate inesistenti contro il moralismo di nessuno per giustificare un allenatore da solo in un garage che fa i capricci, oppure, più probabilmente, ben strumentalizza il suo pubblico facendo quello che, con i suoi capricci, va contro il sistema! Sistema di cosa, poi, nessuno lo sa ancora bene..