Quella Bellezza senza fine
La Bellezza è infinita. E il pallone che Alessandro Del Piero – 37 anni, di cui 20 in maglia bianconera – ha accarezzato in direzione della porta difesa da Stekelenburg – una di quelle comparse il cui ruolo consiste nell’assecondare le gesta dell’eroe – ha disegnato una traiettoria di pura Bellezza. Ha creato un momento, vissuto dal vivo da 40000 tifosi festanti, visto in diretta da migliaia di appassionati in tripudio, cliccato nei giorni successivi da milioni di curiosi increduli, che ha lasciato tutti col fiato sospeso; a bocca aperta; dimentichi per un brevissimo istante dei problemi e degli affanni, estasiati com’erano di fronte all’eccezionalità che si mostrava loro. Un momento di quelli che puoi vivere per un secondo, per giorni o per anni, ma che, appena passano, senti il bisogno di rivivere, di cui senti la nostalgia. Perché ti riempiono il cuore. Il gol realizzato da Alessandro Del Piero – 37 anni, 285 reti in maglia bianconera – è un gol che puoi rivedere una, due, cento volte, senza stancarti mai, senza poter dire “l’ho già visto”, perché ogni volta è come se fosse la prima.
Ma non è solamente perché il pallone è finito all’incrocio dei pali. Non è solamente perché è stato un gol “alla Del Piero”. Non è solamente perché ha permesso alla Juve di battere la Roma. Il contorno non c’entra; è lo sfondo di una storia, di una favola. L’eccezionalità, il significato di quel gol, si comprende nel rapporto con la storia. Nei video dei “più bei gol” pubblicati su youtube se ne trovano a centinaia di gol così. Del Piero ne ha realizzate decine di gol così. Ai fini del risultato, l’autogol di Kjaer ha lo stesso valore di un gol così. Il significato di questo gol di Alessandro Del Piero – 37 anni, 692 presenze in maglia bianconera – sta nel punto temporale e spaziale in cui è stato realizzato, un punto che si colloca all’interno di una storia, che è la storia di un uomo, Alessandro Del Piero – 37 anni, 20 reti in serie B in maglia bianconera – che è la storia di una squadra, la Juventus.
Alessandro Del Piero – 37 anni, 44 reti in Champions League e il Santiago Bernabeu ai suoi piedi in maglia bianconera – non è un calciatore come tutti gli altri. È un’icona. È un simbolo. La sua classe è immensa. Ma la classe non basta. Anche Zizou aveva classe, forse più di Alessandro Del Piero – 37 anni, 185 reti in serie A in maglia bianconera – . Il suo cuore è immenso. È stato capace di amare un’unica, vecchia, signora per una vita. Nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia. Per una vita calcistica, d’accordo, non vogliamo immischiarci nella sua vita coniugale. In un tempo di capitani che abbandonano barche che affondano, abbiamo la fortuna di avere davanti agli occhi un Capitano che affonda con la sua barca. Dopo aver messo tutti in salvo. E riporta a galla la barca affondata. Alessandro Del Piero – 37 anni, 11 stagioni da Capitano in maglia bianconera – ha classe e cuore. Ha cuore e classe. Più di chiunque altro. Questo lo rende così eccezionale. Il fatto che molti gli consiglino di smettere, gli intimino di dire “basta”, lo ritengano finito. Il fatto che lui stia zitto e lavori. Le sue statistiche in maglia bianconera. Un presidente incauto che lo scarica a metà stagione. La sua tenacia e l’impegno. Questi fatti rendono il suo gesto di ieri eccezionale. È la storia, la sua storia, costruita con l’umiltà e con la classe, col cuore e col sudore, che rende il gol di ieri un momento di Bellezza.
Clicca qui per guardare il primo gol di Alex Del Piero allo Juventus Stadium













8 Commenti
Secondo me è un articolo stupendo nel primo paragrafo. Perché, è vero, io l’ho visto in diretta, è stato proprio come l’autore descrive, un istante fuori dal tempo, come, grazie al Cielo, questo sport me ne ha regalati tanti in tanti anni. Bellissimo, niente da dire.
Poi però, da buoni juventini, si parte con la filippica sulla juventinità. Bella, eh, scritta molto bene, con prosa scorrevole (si vede che la tesi allena). Ma:
- sa un tantino da minestra riscaldata (però, mi metto nei panni del tifoso, posso anche concederlo);
- associare la portata di quel gesto al contesto (lo “sfondo”) è una denaturalizzazione del gesto stesso. Io ho visto una cosa che, l’avesse fatta in finale di Champions, nei quarti di Coppa Italia o anche in allenamento, era da applausi. L’avesse fatto come primo, 100esimo o ultimo gol della sua carriera, con un presidente che lo amava o che lo odiava, con la squadra in B o in testa alla massima serie, era da applausi. Da standing ovation. L’avesse fatta Del Piero o Cirillo, sarebbe stato da rivedere e rivedere su youtube nei giorni successivi.
Il bello del calcio è che di certe cose possono godere tutti. Senza troppa retorica.
Con affetto
ah quindi -per dire- il gol che ha fatto maradona con la sabongia all’incrocio nel 1994, nel 4-0 alla Grecia… vale come il mio dell’altra sera al campetto.
ah quindi -che so- qualsiasi diagonale rasoterra ha lo stesso sapore della rete di Henry, nei primi minuti del suo ri-esordio all’arsenal.
ah ecco, il contesto “denaturalizza”.
hai capito.
Ho l’impressione che tu al campetto non ci abbia mai giocato…
Cmq, se non mi sono spiegato, intendevo dire che quello è un ANCHE un gesto dal valore ASSOLUTO. Forse mi sono spiegato male, chiedo venia.
Cmq, che palle quelli che è sempre tutto in tv… Vita noiosa…
va bene, ho usato un tono un po’ antipatico. però occhio a sfilare i gesti (belli ANCHE in assoluto) dal loro contesto: a parte che non è proprio vero che un tiro all’incrocio in allenamento, che qualche volta abbiamo imbroccato tutti, vale lo stesso che l’identico tiro in una finale di Champions… se togli lo sfondo (pensa ai miei due esempi) cancelli l’epica, il racconto, che è componente fondamentale del fascino di qualsiasi sport (e dell’articolo che commentiamo).
quanto alle mie prestazioni sui campetti… si rarefanno, visto che ho l’età di totti e nesta (e le caviglie -solo quelle- di van basten); ma ne riparliamo quando faremo la prima amichevole redazione del blog vs. commentatori: potrebbero esserci diverse sorprese.
Accetto la sfida! Bisogna solo convincere GM a buttarla in piedi!
37 anni buttati nel cesso
Non ho capito quanti anni ha Del Piero
è scritto nella prima riga, appena dopo il nome. lo dice anche ilcecchino nel suo commento (opportuno ed adeguato).