Goodbye JoePa

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  • Domenica, all’età di 85 anni, si è spento Joe Paterno, l’ex coach di football della Penn State University  che ha perso la sua ultima partita, quella contro il cancro ai polmoni che lo affliggeva da un anno.  «He died as he lived,» – diranno i suoi famigliari – «He fought hard until the end, stayed positive, thought only of others and constantly reminded everyone of how blessed his life had been.»

    Paterno, per tutti JoePa, è stato più di un semplice allenatore di college football: ha consacrato la sua vita per lo sport che amava e semplicemente è stato il migliore allenatore di tutti i tempi. Paterno è una vera e propria icona americana, conosciuto, amato e celebrato in ogni angolo del paese.

    Joe nella sua carriera ha costruito qualcosa che difficilmente sarà ripetibile e sicuramente sarà indimenticato. JoePa, figlio di emigrati italiani newyorkesi, aspirava ad una carriera di avvocato ma l’incontro con il football all’università gli ha cambiato la vita. «For God’s sake, what did you go to college for?» sarà la reazione del padre alla notizia che Joe farà da assistente al suo ex allenatore, promosso alla guida della Penn State nel 1950. Nel 1965 il suo mentore si ritira e JoePa viene nominato alla sua successione come head coach. Per i seguenti 46 anni sarà alla guida del programma dei Nittany Lions (riunciando alle diverse offerte di franchige di NFL anche prestigiose come Pittsburgh o New England), portandoli a raggiungere successi e traguardi impensabili. La lista delle sue vittorie e dei suoi riconoscimenti è troppo lunga, non mi basterebbe un articolo per elencare tutto, vale però la pena di citare le sue 409 vittorie in carriera (record per il college football), le 24 vittorie su 37 presenze ai bowl (finali di diverso valore a cui le squadre vengono assegnate secondo un complicato procedimento dalla NCAA), due titoli nazionali (’82 e ’86) e cinque stagioni chiuse senza una sconfitta (quattro delle sue squadre imbattute hanno inoltre vinto un bowl game senza diventare campioni nazionali). Nel 1986 è stato eletto sportivo dell’anno da Sports Illustrated, prima ed unica volta che un tale riconoscimento è stato dato ad un allenatore di football universitario. Più di 250 suoi giocatori inoltre sono riusciti ad entrare nella NFL.

    Un uomo e una leggenda insomma, basti pensare che il trofeo per cui giocava era intitolato proprio a lui e che all’esterno del Beaver Field (lo stadio di Penn State) si trova una sua statua, meta di pellegrinaggio quasi religioso per studenti e alumni del college della Pennsylvania.

    Un uomo e una leggenda dunque, ma pur sempre un uomo, e si sa: errare è umano e Joe non ha fatto eccezione. Sarebbe sbagliato ricordare JoePa senza menzionare che la sua carriera di allenatore si è interrotta bruscamente e nel peggiore dei modi. La direzione dell’istituto lo ha licenziato prima della fine di questa stagione, nonostante avesse già annunciato l’intenzione di ritirarsi finito il campionato, a seguito dello scandalo che ha sconvolto il college e che ha travolto anche l’eroe di casa. Per chi non lo sapesse, nel novembre dell’anno scorso, il coordinatore della difesa di Penn State, Jerry Sandusky, è stato arrestato e incriminato per abusi sessuali su otto ragazzi nell’arco di 15 anni. L’inchiesta ha poi stabilito che Paterno era stato messo al corrente della situazione da un altro assistente già nel 2002, ma che invece di denunciare alle autorità l’accaduto si è limitato ad avvertire il rettore, il quale per evitare lo scandalo e salvaguardare il programma ha insabbiato il caso. Il silenzio di Joe, ingiustificabile difronte ai crimini commessi, è costato il posto al grande allenatore che ha basato la sua carriera sul credo “Succes with Honor” ed è sicuramente stato fonte di tormento e rimorsi nei suoi ultimi giorni.

    L’eredità sportiva di Joe, nonostante tutto, ne esce intatta e il football perde uno dei suoi grandi protagonisti. Vedere le imprese dei Nittany Lions senza la consueta sagoma di Paterno allo stadio avrà un effetto strano, come qualcosa di innaturale, di evidentemente sbagliato.

    Addio JoePa, ci mancherai.



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