Alex, è il momento di dire «basta»!

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  • Forse in pochi se ne sono potuti accorgere, ma il 15 gennaio 2012 resta una data chiave per la Juventus, per gli juventini e soprattutto per Alessandro Del Piero. Il Capitano (sì con la “C” maiuscola) entra al 18’ del secondo tempo per un generoso Pepe: mister (per avere la “M” maiuscola ci vuole ancora un po’ di tempo) Conte lo getta nella mischia per provare a risolvere un match che i bianconeri si sono complicati da soli. Dopo appena quattro minuti, palla al Capitano che vede Matri libero sulla sinistra. Il tempo si ferma, il tifoso juventino sa già che quella palla sarà recapitata sui piedi dell’attaccante che si accentrerà e proverà la conclusione. Invece, tutto cambia: Del Piero sbaglia a calibrare il tocco e il pallone finisce in rimessa laterale, come se quel passaggio fosse stato fatto da un Larrivey qualsiasi. «Ale è appena entrato, facciamogli prendere le misure», pensa il tifoso che mai tradirebbe il suo Capitano. Nel giro di cinque minuti altre due volte il numero 10 bianconero si trova la palla tra i piedi, spalle alla porta. Come se avesse un zavorra attaccata alle gambe Ale prova a girarsi per due volte, e per due volte Davide Astori, da San Giovanni Bianco, lo ferma e gli ruba palla come fa un centrale difensivo navigato quando gioca contro la squadra Primavera. Al 34’ la chance per il Capitano per tornare grande: punizione vellutata di Andrea Pirlo sulla testa di Del Piero (mezzo metro in fuorigioco, ma ad uno come lui tutto è permesso) che svetta in mezzo all’area. Il tempo si ferma di nuovo, «ecco il gol di Del Piero» è il pensiero fulmineo che passa nella testa del tifoso il quale è già scattato in piedi sul divano per esultare. E invece… Ancora niente: il simbolo bianconero non la “spizza” ma colpisce forte centrale sulle mani del portiere sardo Agazzi. La partita non si sblocca, Del Piero non si sblocca, un solo punto per gli uomini di Conte che conquistano la vetta solitaria.

    Il cuore di ogni amante del calcio sanguina al solo pensiero, ma, adesso come adesso, l’Alessandro Del Piero calciatore sta finendo. Già il 29 ottobre a San Siro contro l’Inter, un lento e impacciato Capitano svirgolava un gol già fatto da solo davanti a Julio Cesar.

    La punta che ha fatto la storia della Juventus è sul viale del tramonto, lo ha intuito il presidente Agnelli che ad inizio stagione gli ha dato il ben servito, lo ha capito Antonio Conte  che lo usa con il contagocce. Lo sta capendo lo Juventus Stadium che aspetta ancora un gol proprio nello stadio inaugurato dallo stesso Del Piero e dall’altro mostro sacro bianconero Giampiero Boniperti. Forse lui non vuole farsene una ragione, e per questo sta cercando una soluzione più o meno esotica per il futuro prossimo (States come Beckham o Europa come Raul?). Sul suo sito si complimenta per il ritorno al calcio “vero” di Scholes ed Henry: forse spera in un elisir di eterna giovinezza che però non è stato ancora inventato.

    Lui che ha vinto tutto in bianconero, lui che ha superato le 500 presenze con la maglia della Signora, lui che ha prima eguagliato e poi superato Boniperti per presenze e gol fatti, lui che è rimasto in serie B e ne è diventato capocannoniere, lui che ha sempre oscurato il rivale di ruolo, da Miccoli a Ibra, da Di Vaio a Kovacevic. Lui, sta invecchiando.

    Non è detto che in questa stagione non si sblocchi, i tifosi sperano che lo faccia al più presto proprio a Torino, magari lo farà nella sua ultima partita in bianconero: l’ultima giornata vedrà la Juve ospitare l’Atalanta. Lo Stadium sarà tutto per il suo Capitano e lui, stiamone certi non mancherà l’appuntamento.

    Una volta Ale disse: «Mi ricordo che in classe, un giorno, bisognava scrivere che lavoro avremmo voluto fare da grande, e io ne scelsi 3: elettricista, come mio padre, camionista, perché mi piaceva viaggiare, e cuoco, perché mi piace mangiare. Il mio sogno invece era fare il calciatore, ma non l’ho mai voluto scrivere». Caro Capitano non l’hai scritto su un tema in classe, ma l’hai scritto nella Storia del calcio, sei nell’Olimpo, ma ora che ne dici di scrivere, con la tua classe e dignità, la parola «fine»? I tifosi ti aspettano in società. Al più presto.

    Marco Capizzi



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    8 Commenti

    1. Shere Khan says:

      Quello che tu dici non è vero, ogni volta che Alessandro entra in campo a me, Juventino fino alla punta dei capelli(spero che tu non sia un tifoso occasionale), mi rende il cuore pieno di gioia, a ogni su tocco salto in piedi sul divano come un bambino di 5 anni quando vede il suo idolo giocare, forse sarò ancora troppo legato al passato di Alessandro, ma finche lui ogni volta che entra in campo, mi da queste gioie, tutto il resto non mi interessa, non mi interessa il presidente Agnelli, non mi interessa il Mister Conte, mi interessa quello che lui riesce ancora a trasemttere a noi tifosi, innamorati delle sue pennelate, e ogni volta che entra in campo allo Juventus Stadium è una bolgia che qualsiasi stadio oltre oceano o parigino non potra mai dai a lui, e non ci sara nessun altro giocatore in grado di darci ancora queste emozoni, per cui, per favore, taniamolo li Alex, anche in una teca per conservarlo per altri 10 anni, ma va tenuto alla Juventus che scende in campo, non quella dietro le scrivanie.

      E per tutti gli altri, sciacquatevi la bocca prima di parlre di Lui.

      [Dopo Real Madrid-Juventus (0-2) del 5 novembre 2008, dove Del Piero siglò una storica doppietta] Certo che Del Piero non invecchia vera­mente mai. Diego Armando Maradona

      • Darth Fener says:

        Ah ah ah! Bella questa: “[...] una bolgia che qualsiasi stadio oltre oceano o parigino non potrà mai dare a lui”…
        Bolgia allo Juventus Stadium???? Ahahahahahahah!!!!

      • A.A. says:

        Dubbi su tutto quello che dici…

        se noi doriani facessimo lo stesso discorso per Palombo, che è paragonabile nel cuore dei doriani ad Alex nel cuore degli juventini, ci troveremmo in campo ad ogni partita una sorta di zombie non più in grado di giocare al calcio. Non funziona. C’è un tempo per giocare, un tempo per stare in panchina ed uno per entrare in società. Del Piero, mentre Palombo è forse pronto per un trasferimento, è pronto per la Società. Il resto sono chiacchere al vento. Sarebbe come dire: dato che l’opinione pubblica, nel tuo caso i tifosi allo stadio, vuole, ad esempio, che il capitano della Costa Concordia sia sbattuto in prigione, lasciamo che sia fatto senza seguire le regole, nel tuo caso il fatto che gioca chi è in forma e ancora riesce a farlo, e cioè senza che il GIP ne convalidi l’arresto…

        Dem…

    2. Shere Khan says:

      Paombo non è degno neanche di nominarlo!!

    3. Il Rozzo says:

      Concordo con il doriano! Sono diversi anni che penso che Del Piero debba smettere, pur essendo consapevole di quello che ha fatto per la Juve. E da abbonato so bene cosa vuoldire lo Juventus Stadium al suo ingresso…Però questa non toglie il fatto che negli ultimi anni Alex è stato più un peso che una soluzione secondo me: soprattutto prima dell’arrivo di Conte, quando i vari Ferrara, Zac & Co si sentivano obbligati a farlo giocare titolare, con il risultato che il parco attaccanti si è ridotto ai vari Amauri, Iaquinta, Toni etc…con Conte le cose sono cambiate, e anche Alex lo sa! A mio avviso dovrebbe fare quello che avrebbe dovuto fare da un pò di anni: smettere e entrare in società. Punto.

    4. Mattia Savoia says:

      Brutto il gol di ieri sera…

    5. cecco says:

      dopo ieri sera bisognerebbe togliere questo articolo…

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