Il cuore del capitano

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  • Forse aver vinto il derby non basterà all’Inter per tornare nella corsa scudetto. Forse aver battuto il Milan con una squadra dall’organico tecnicamente inferiore non farà di Ranieri un vincente. E forse essere tornato decisivo in un big match non riporterà Milito ai livelli del Triplete.
    Ma tra tutti questi forse e questi dubbi, dal derby vinto il popolo nerazzurro si porta a casa una certezza grande, di quelle che la notte ti fanno addormentare sereno.
    È una certezza vecchia 38 anni e 158 giorni, una certezza lunga 776 partite, chiamata Javier Adelmar Zanetti.

    Al nono minuto del secondo tempo il capitano riceve e parte palla al piede. Lo slalom gigante è sempre stata la sua specialità, ed è una disciplina dove non contà l’età ma il cuore. Il cuore di Pupi è grande come la sua fondazione per i bimbi argentini, il cuore di Pupi è immenso, c’è posto per tutto e tutti. Il cuore di Pupi racchiude le paure dei tifosi nerazzurri, gli errori di Moratti e la mediocrità di Ranieri. Il cuore di Pupi si fa carico dei timori di Ricky Alvarez e della faccia triste di Milito, della foga da samurai di Nagatomo e della stanchezza di Cambiasso.

    «Dribbla come Pelé» canta la Nord, e Pupi non vuole tradire i raga della curva. Alla corazzata di Allegri l’Inter non può oppore fuoriclasse perchè non li ha, non può opporre grandi giocate perché non è in grado di realizzarle, ha solo il cuore. Ed è il cuore che in un Meazza tutto rossonero può indicarti la strada. Il capitano ha compreso che era lui a dover tracciare la strada, ha capito che ci voleva uno slalom. Un vero capitano non si lascia schiacciare dalle responsabilità abbandondando la nave, la guida all’arrembaggio, anche quando è tutto così grigio e confuso, anche quando in fondo pensi che non sarà mai possibile infilare Abbiati perché loro hanno la difesa più forte del campionato.

    Ma Zanetti non usa la ragione, usa il cuore; Mourinho gli ha insegnato che su un campo da calcio è quella l’arma più potente di tutti, e allora parte. Dribbla. E poi dribbla ancora. E poi lancia per Milito. Di mezzo c’è Abate, ha un nome religioso, ma il senso del divino non gli appartiene, quello ce l’ha solo chi ha sofferto e stretto i denti per un’intera carriera, come il capitano. E quando ti manca la dimensione trascendentale del calcio può capitare che sbagli il tempo di un banale intervento. Il lancio di Pupi è per Milito, è un lancio fatto di tecnica e di cuore, e Abate è troppo giovane, deve ancora imparare di cosa sia capace il cuore. E manca la palla. A Milito non rimane che buttarla dentro.

    I giornali e le televisioni parleranno del Principe, del suo ritorno. Gli opinionisti più attenti faranno giusto qualche accenno al capitano, ma a lui non importa. Lui ha a cuore il destino della maglia che indossa, non vuole i meriti, vuole vedere il popolo nerazzurro felice. Perché lui è Javier Adelmar Zanetti da Buenos Aires, milanese d’adozione, cuore di capitano.



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    18 Commenti

    1. A. A. says:

      Scritto molto bene…in effetti Zanetti ieri sera ha sfoderato un’ottima prestazione e non lo ho mai visto smettere di correre. Altre bandiere, leggesi Palombo, avrebbero molto da imparare da lui: 7 anni in più del nostro capitano e molta, infinitamente, più benzina in corpo.
      Milan fuoriclasse? Ieri non ne ho visto neanche uno in campo… :)

    2. In Dalglish We Trust says:

      Direttore, d’accordo su nulla!!!
      1) I dribbling funambolici descritti nell’azione del gol con un’ottima prosa si riducono nella cruda realtà a un girotondo intorno ad una PIPPA mondiale del calibro di Gianluca Zambrotta (ma che Tevez e Tevez, comprarsi un terzino degno di questo nome???). Capisco il desiderio di un interista di vedere qualcosa di stratosferico in una semplice ripartenza di 15-20 metri ai danni di un giocatore ormai professionalmente “invalido”, ma qui si sta proprio esagerando.
      2) Se proprio si vuol vedere qualcosa di clamoroso, beh, allora mi soffermerei sul diagonale del Principe, senza liquidarlo con un “non gli rimane che buttarla dentro”, perché, perdinci, il 99% dei giocatori del nostro campionato un tiro del genere lo possono solo immaginare.
      3) Al popolo interista farà anche piacere un articolo così, ma non c’è più nessuno fuori dalla cerchia di eletti neroazzurri, ampia o ristretta che sia, che sopporta più le smelensate su “IL CA-PI-TANOOOOO!”. Eddai! Lo trattiamo come un nonno, ha sempre ragione lui, se vinciamo e merito suo, è l’anima di questa squadra, pensa solo al bene dell’Inter, è il capitano della nave in tempesta, solo lui ha un Cuore con la C maiuscola…… Un extraterrestre pare, magari privo del peccato originale.
      4) Se qualcuno nell’Inter di ieri sera pensava fosse impossibile segnare ad Abbiati (come del resto credo la totalità degli spettatori) non è proprio “perché loro hanno la difesa più forte del campionato”, cosa peraltro verissima, ma perché l’Inter avrà superato la metà campo tra le cinque e le sei volte. Un gioco orrendo, per non dire un non-gioco, chiamato chissà perché capolavoro tattico. Concediamo pure il gol a Motta, che c’era eccome, concediamo qualche sporadica occasione, ma l’Inter di ieri non è niente di meglio dello Stoke City e molto peggio di un Catania che con la Roma difendeva in 10 nella propria trequarti (non molto diverso dall’Inter di Ranieri) ma che poi ripartiva con contropiedi letali (come l’Inter ieri non ha mai fatto, a meno che non vogliamo considerare letale il contropiede del gol, che è un regalo di Abate punto).

      • wow says:

        Caro dalglish ti dico sempre che qua dentro sei quello che ne capisce di più, e oggi lo ribadisco, ma ti osteggio in una cosa, a me in un derby non importa assolutamente nulla del bel gioco, voglio vincere e basta, voglio battere le m***e! Che l’Inter di ieri e più in generale di quest’anno non sia un capolavoro tattico è evidente (a parte ai signori della Gazzetta), ma non mi interessa, giocando male stiamo riuscendo a raddrizzare una stagione penosa!

        • In Dalglish We Trust says:

          Guarda, lo capisco più che bene!! Mai e poi mai mi permetterei di tentare di frenare il delirio postderby di un nerazzurro: più che legittimo!!!
          La mia era solo una presa di posizione contro gli esaltati (tipo Gazzetta, bravo!) del gioco offerto dai ragazzi di Ranieri.

    3. In Dalglish We Trust says:

      Ah, un’altra cosa.
      King Kenny Dalglish, un idolo, a Liverpool una sorta di semidio, ma contro il City in Coppa di Lega, avanti di uno a zero all’Etihad, schiera nel secondo tempo 6 (sei) difensori (Carragher, Skrtel, Agger, Enrique, Kelly, Johnson)! Ok, l’abbiamo portata a casa, quindi niente da criticare, se si vince ha ragione il mister e le sue scelte sono un capolavoro tattico.
      Ma non so quanto darei per asfaltare sul piano del gioco il mio avversario, o almeno provare a giocarmela alla pari. Non credo che resisterei troppo a vedere la mia squadra giocare al catenaccio (non semplice fase difensiva, catenaccio vero) e a ripartire con una lentezza esasperante sperando in fondo in un episodio o in una giocata del singolo. Magari godrei se giocando così vincessi una coppetta, magari godrei anche della seconda, ma sempre meno.
      Se qualcuno chiama “capolavoro tattico” quello di ieri sera (e molti ne ho sentiti), spero che la mia squadra sia protagonista di meno capolavori tattici possibile.

    4. Elia says:

      Bravissimo In Dalglish We Trust! Sono perfettamente d’accordo!
      Partita orrenda è forse l’unico commento adeguato!
      Speriamo di non vederne altre così in futuro…

    5. Jade says:

      Grazie Moc! Grande articolo! Il Capitano – solo lui con la C maiuscola – non sarà mai omaggiato a sufficienza.

    6. L'insostenibile says:

      I non-interisti/milanisti che parlano del derby mi fanno pena, vero Tafuro?

    7. verbavolantia says:

      un catenaccio immondo, come non se ne vedeva dai tempi di Mourinho.
      è questa la dimensione del “camaleonte solido” di Ranieri, che nasce dalla coscienza di essere inferiore. poi magari il vecchio campione di turno gli regala dei colpacci tipo Real-Juve del 2009, ma a parte contro le piccole (vedi serie di vittorie a cavallo di Natale) non aspettatevi di meglio.

      “la difesa migliore” non è del Milan, e neanche “la più forte”. hanno i due centrali di gran lunga più forti, ok. ma la solidità difensiva la fa la squadra intera, al punto che una pippa come bonucci sommata alla rozzezza di chiellini non impedisce alla juve di stravincere questa specifica classifica.

      • In Dalglish We Trust says:

        Giusta correzione sulla “difesa migliore”. Avrei voluto sottolinearlo io stesso, ma già mi perdo in commenti lunghissimi e mi premeva rendere il concetto.

        Comunque, anche senza scomodare il più completo e corretto concetto di “difende tutta la squadra”, per smontare il motivetto “miglior difesa del campionato” basterebbe guardarsi l’ampia scelta di terzini che il duo Berlusconi-Galliani, annebbiato dall’idea di un colpaccio all’anno (se arriva Tevez, M. Lopez o anche Federico Cossato, quando rientra Cassano, voglio vedere come li gestisce Max), ha riservato ad Allegri…

    8. chiameròImieiFigliKevinEprince says:

      Secondo me ieri la partita l’ha persa un signore che ha appena rinnovato per 2 anni al milan: Allegri
      iniziamo l’analisi:
      a) se diamo emanuelson al novara di tesser, probabilmente al 99 su 100 gli preferisce Rigoni, allora mi chiedo perche farlo partire titolare in una partita come il derby??
      b) mettere Kevin a centrocampo significa azzerarlo.
      Prince in quel ruolo non è capace e le ripartenze, lo strapotere fisico, l’imprevedibilità che lo contraddistinguono non possono essere sfruttate da mediano.
      c) perche si ostina a far giocare PAto che è un giocatore che al milan serve 0 per il modo in cui gioca la banda di allegri, e non metterere robi che quando entra (seppur anche ieri ha sbagliato i suoi gol) cambia la partita?? lo mettiamo solo al 70 minuto?? suvvia max e non dire che non vuoi rompere gli equilibri tattici ma di piuttosto che ti senti obbligato da quel presidente che ogni tanto rompe forse un po troppo.

      l’inter ieri ha giocato da provinciale, è vero, ma ha portato a casa la partita. in un derby, sopratutto per la formazione interista priva di top-player, conta solo questo.
      d’altronde tra 2 mesi diremo “l’inter ha vinto il derby” non “ha giocato da provinciale.”
      ciò non toglie che secondo me, gli manca ancora un pò per tornare ad essere una pretendente allo scudetto. ma è sulla buona strada.
      chiudo dicendo una cosa:
      ” IL FARAONE NON SI TOCCA”

      • verbavolantia says:

        comefaidicognome:Sopravvalutati?

      • In Dalglish We Trust says:

        Comunque, si conferma un teorema ormai dimostrato a ripetizione negli ultimi 20 mesi:
        Pato non è scarso a prescindere; semplicemente Pato non può giocare con Ibra, si pestano i piedi, l’uno è visibilmente scontento dell’altro, non provano una volta a cercarsi, si rubano gli spazi a vicenda. O Ibra o Pato. L’anno scorso il Milan ha potuto permettersi di lasciare irrisolta la questione. Quest’anno il rischio che questa “rivalità” mini le possibilità di titolo è alto.
        P.S. Non credo sia semplice farsi valere con Silvio… Questo criticava Zaccheroni e Ancelotti anche quando vincevano…

    9. oliobollente says:

      al massimo per proseguire nella “simpatica” ironia di verbavolantia, sarebbe “sottovalutati” i neroazzurri.
      cmq complimenti all’inter ma credo che il milan sia la favorita e quella che alla lunga vincerà lo scudetto.
      i gobbi stanno già faticando a gennaio..

      • verbavolantia says:

        la simpatica ironia di verbavolantia è fatta per chi è in grado di capirla.

    10. Hakan says:

      Tra le partite più brutte viste ultimamente. Mi sono rifatto con dello snooker la sera stessa…

    11. CdM says:

      ZANETTI NOBIS !
      P.S. CLONATELO !!!

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