Oscar del calcio 2011

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  • Miglior film: LECCE-MILAN 3-4 (23/10).
    Marcatori: 4’ Giacomazzi (L), 30’ Oddo (L) rig., 37’ Grossmuller (L); 49’, 55’, 63’ Boateng (M), 83’ Yepes (M).
    Pochi altri ambiti sanno farsi pentagramma per acuti e note storte della vita come lo sport. Sul muro del pianto lasciato da Simoncelli, la Serie A appende il suo capolavoro. Dal teatro del Via del Mare sale al cielo l’ideale trenodia per il pilota romagnolo. Che alla fine vinca il Milan importa poco: la spuma giallorossa, i morsi del Boa, gli assist di Cassano, persino gli stenti di Ibra, diventano i versi della preghiera sudata che dal prato sgomma sino al Sic. Complimenti a tutti.

    Altre nomination: Milan-Udinese 4-4 (9/1), Inter-Palermo 3-2 (30/1), Genoa-Roma 4-3 (20/2).


    Miglior film straniero: CHELSEA-ARSENAL 3-5 (29/10).
    Marcatori: 14’ Lampard (C), 36’ Van Persie (A), 45’ Terry (C); 50’ Andre Santos (A), 56’ Walcott (A), 81’ Mata (C), 85’, 91’ Van Persie (A).
    Premier League, I’m lovin’ it. Il riscatto dei Gunners offre un menu ipercalorico agli affamati d’emozioni. Alle patatine del primo tempo segue una ripresa con bacon e salsa barbecue (5 gol!) che stende l’appetito. Nell’happy meal, l’hattrick dell’Arciere volante e un gadget firmato Walcott contro le leggi della fisica. In mezzo, una zuppa inglese di tecnica e agonismo miscelati a ritmi britannici. Insomma, il football dei maestri. Col dovuto rispetto per manite e set spagnoli, le partite vere sono queste.

    Altre nomination: Arsenal-Newcastle 4-4 (5/2), Arsenal-Barcellona 2-1 (23/2), Valencia-Real Madrid 2-3 (19/11).


    Miglior cortometraggio: GASP! (24/6 – 21/9)
    Tre mesi di difesa a tre per un horror consumato in 5 episodi, dalle ombre cinesi di supercoppa al suicidio di Novara. 450 minuti di spietata ironia infarcita di gag fantozziane: dal modulo futuristico al ramadan casalingo, dai cannoli di Palermo al kepab di Trebisonda. Da far invidia a Woody Allen… Menzione d’onore per l’Uruguay di Tabarez, salito sulle spalle dei giganti latini nella Copa America di Luglio.

    Altre nomination: l’Uruguay di Tabarez (1/7 – 24/7), Leonardo all’Inter (6/1 – 1/7), la Sampdoria di Cavasin (7/3 – 30/6).


    Miglior attore: ANTONIO DI NATALE (Udinese)

    Vero, ha sbagliato la battuta più pesante (rigore nei preliminari Champions), ma i 31 gol dell’anno solare sviluppano una pellicola super hot per i tifosi friulani, autorizzati a sogni proibiti.

    Altre nomination: Radamel Falcao (Porto), Robin van Persie (Arsenal), Edinson Cavani (Napoli). Ps: Messi non vale.


    Miglior attore non protagonista: CRISTIANO RONALDO (Real Madrid)
    L’acquazzone di reti ha bonificato solo in minima parte il palmares di CR7: la Copa del Rey rubata al Barça non rimborsa gli sforzi titanici investiti dal portoghese. Che tuttavia ha saputo prenderla con filosofia: sotto le lenzuola non c’è tique-toque che tenga, vince Cristiano el Cucador. Citazione doverosa per El Nino Torres, già contattato dalla RAI per il prossimo rifacimento di “Incompreso”.

    Altre nomination: Fernando Torres (Chelsea), Louis van Gaal (Bayern), Samuel Eto’o (Inter).


    Miglior regista: ANDRE’ VILLAS BOAS (Porto)

    Facciamo sfilare i numeri. Liga: cammino immacolato, 27 gare vinte su 30, +21 sul Benfica, 2,5 gol per uscita, 16 subiti; Europa League: 44 reti gonfiate per 13 vittorie su 17 incontri; Taça de Portugal con set finale sul Vitoria Guimaraes (6-2 il 22 Maggio). Invertendo l’ordine degli addendi il triplete non cambia: AVG ha costruito un cast da Ocean’s Eleven per derubare il calcio lusitano.

    Altre nomination: Jürgen Klopp (Borussia Dortmund), Rudi Garcia (Lilla), Walter Mazzarri (Napoli).


    Miglior sceneggiatura: JOSEP GUARDIOLA (Barcellona)
    Simpatici o meno, nessuno gioca come il Barça. Anche se qualcuno ci prova, infatti…

    Altre nomination: Claudio Cesare Prandelli (Italia), Antonio Conte (Juventus), Luis Enrique (Roma).


    Miglior fotografia: WAYNE ROONEY (12/2)
    Una rovesciata è per sempre. Arte contemporanea.


    Oscar giovanile: JACK WILSHERE (Arsenal)
    Non solo ragioni di bilancio dietro la cessione di Fabregas: l’ex re leone dell’Emirates ha lasciato un erede. Il giovane Simba del centrocampo ha messo in vetrina un potenziale da leader già valorizzato da Capello. Un lottatore dalla tecnica cristallina almeno quanto il fisico, le cui crepe precoci gli hanno già regalato diversi mesi di ferie extra. Se gli infortuni gli daranno tregua Wenger potrà adagiare nuovi sogni sul suo talento.

    Altre nomination: Mario Götze (Borussia Dortmund), Gareth Bale (Totthenam), Xherdan Shaqiri (Basilea).

     



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    2 Commenti

    1. In Dalglish We Trust says:

      Begli Oscar!
      Non sono assolutamente d’accordo sul miglior film straniero, perché in Chelsea-Arsenal AVB e Wenger si sono totalmente dimenticati di mandare in campo le difese. Uno spettacolo da non far vedere ai più giovani se non per indicare loro cosa NON deve essere fatto su un campo di calcio. Va da sé che a quel punto a segnare poteva essere persino Torres, se solo Sturridge per ben due volta non l’avesse ignorato solo davanti alla porta. La mia candidatura, piuttosto, va al derby di Manchester in Community Shield, 3-2 per lo United, sotto di due gol all’intervallo.

    2. alberto says:

      begli oscar, senza dubbio.. mi stupisce però che tra gli oscar giovanili non sia presente neanche in nomination un talento come Aaron Ramsey, soprattutto perchè è lui il vero erede di Fabregas. E sul miglior film straniero, una menzione per il Mancio e il Balo mi sembrava d’obbligo, il 6 a 1 sullo United è entrato nella storia per ammissione dello stesso Ferguson..
      Avrei apprezzato anche una “miglior attrice non protagonista”, corredata da fotografia, in cui le compagne dei vari Cristiano Ronaldo, Boateng e Piquè si sarebbero senza dubbio date battaglia..
      e infine, perdonami la pedanteria, ma vorrei aggiungere come miglior scenografia lo “Juventus Stadium”, messaggio di speranza per tutto il calcio italiano..
      Bravo Necchi, è sempre un piacere leggere gli articoli di un profondo intenditore, nonchè di un’ottima penna.

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