Auguri a… Totò Schillaci
Sai, chi è
quel siciliano che
ruba gomme
all’Alfa 33:
Toto, Totò Schillaci, Totò Schillaci…
A mastro Totò s’è inchinato persino Mozart, offrendo la propria melodia come guanciale celeste su cui adagiare la parabola di un operaio salito in cima al mondo, nelle ferie estive del 1990.
Storia che anche chi non ha visto conosce come fosse sua. Storia nostrana, storia di popolo, di terroni e bagai, di contadini-impiegati-mantenuti-ricconi, di rughe e biberon, di stivali borchiati, ballerine e tacchetti.
Tutto contenuto in quel volto, il suo, maschera irripetibile di fanciullesco stupore. Ancora lo rivediamo come fosse ieri: pupille dilatate sino agli estremi confini dell’occhio, guance tese bocca spalancata, incapace d’eruttare tanta gioia. E poi le braccia, agitate a stracciare lembi d’aria come allucinazioni, e le gambe impazzite, impossibilitate all’arresto nella corsa alla gloria.
21 anni fa la favola di Totò si consumava nell’arco di un mondiale, del nostro mondiale.
Italia ’90: il ct Azeglio Vicini convoca Salvatore, ladro di gomme e d’aree di rigore nel Messina di Zeman (serie B!), per completare la schiera celeste dei santoni d’attacco. Carnevale, Mancini, Serena, Vialli: complici malanni o piagnistei li metterà in riga tutti, affiancando il codino acerbo di Baggio nel duo titolare della nazionale.
Le disavventure disneyane di Totò animano le notti tricolori; un Pizzul euforico diventa l’aedo cantore delle sue imprese, che uniscono la Nannini e Bennato nell’inno alla gioia, le Alpi e il Mediterraneo, il nonno di Heidi e il commissario Montalbano, il bauscia e il mafioso, il ricco del Nord e il povero del Sud (o viceversa), nel puzzle mondiale da 50 milioni di pezzi.
Totò debutta contro l’Austria; a 10’ dalla fine svita le gomme ai centraloni viennesi e svetta lasciandoli a terra, incornando i due punti (allora erano due, tempi beati) e stappando il sogno.
Follie mondiali: il picciotto di strada diviene Re Mida usurpando il trono di Vialli e sottomettendo in successione USA, Cecoslovacchia, Uruguay, Irlanda come neanche al Risiko; la favola si tramuta in leggenda oscurando persino il mito di Maradona. Sarà il parruccone da Re Sole di Caniggia a spezzare l’incantesimo.
Ciò che non s’è mai rotto è invece il filo che tiene appesa al vento la leggenda di Totò, trascinandola su e giù per lo Stivale alla ricerca di nuove chiacchiere da inzuccherare o ricordi da colorare.
Per questo oggi che Schillaci compie 47 anni, sentiamo doveroso un augurio che sa tanto di ringraziamento.
Per questo, nel 2011, i nonni di Heidi e Montalbano hanno ancora una storia da raccontarsi.













2 Commenti
Carlo Necchi è il valore aggiunto di Contropiede.net
“oh signoeur, Totò Schillaci, él gran visir di tücc terun!!”
grande totò e complimenti per il bell’articolo!